Orff-Schulwerk

 

La metodologia Orff-Schulwerk, attestata almeno fin dagli anni Cinquanta, è riconosciuta a livello internazionale come uno dei filoni principali dell’educazione musicale di base. E’ un approccio attivo e creativo al fare musica. Elementi caratteristici di questa concezione pedagogico-musicale sono l’unità pressoché inscindibile di musica-movimento-parola, l’uso dello strumentario, il rilievo dato all’improvvisazione e ai processi produttivi, il coinvolgimento globale della persona, l’apprendimento con e attraverso il gruppo. Lo Schulwerk (“opera didattica”) si basa su una concezione della musica e dell’educazione musicale di ispirazione antropologica e fortemente segnata dalla filosofia e psicologia di stampo umanistico. La domanda che da sempre tormenta Carl Orff, didatta e compositore, è cos’è la musica per l’essere umano? Da dove scaturisce?. Rifacendosi anche agli studi portati avanti in quegli anni da Curt Sachs sulla musica antica-primitiva e sulla musica extra-europea, Orff comincia la ricerca degli universalia, o per meglio dire degli elementaria, cioè di quegli elementi fondanti che spieghino come mai il fare musica accomuni tutti gli esseri umani a qualsiasi latitudine essi vivano. La risposta va ricercata nelle tradizioni musicali extraeuropee, nella musica popolare europea, così come nella musica dei bambini, nell’essere umano in generale e nel suo immenso potenziale espressivo e creativo tutto da realizzare. Ecco che nasce il concetto di musica elementare, fondamento indiscusso dell’Orff-Schulwerk. Come evidenziato dall’antropologia la musica non è scindibile dal contesto socio-culturale ed emozionale in cui si sviluppa e di cui è naturale emanazione. In molti casi, almeno apparentemente, la musica colta occidentale sembra astrarsi ed allontanarsi dalla vita quotidiana dell’uomo cristallizzandosi in forme assolute e lontane. La musica elementare ed un’educazione su di essa fondata vogliono recuperare le nostre origini musicali e creare delle connessioni da una parte con la nostra tradizione europea colta e popolare, dall’altra con la musica del mondo.

 

Come si caratterizza una lezione di musica basata sull'Orff-Schulwerk? Ritengo che alcuni degli aspetti più significativi siano i seguenti:

 

  • Il bambino è l’assoluto protagonista. La programmazione annuale e l’organizzazione della singola lezione sono tagliate su misura sul bambino che vi prenderà parte. Se a settembre, durante le prime lezioni, il riferimento è dato dalle conoscenze pedagogiche dell’insegnante riguardo a capacità e abilità di una determinata fascia d’età, successivamente la natura specifica di ogni piccolo allievo diventa il riferimento imprescindibile di ogni impianto programmatico. Se la lezione è “tagliata su misura” la musica che ne deriverà sarà fatta dal bambino e destinata al bambino stesso, non sarà cioè imposta dall’adulto.

  • Importanza del gruppo. Anticipando le attuali teorie pedagogiche incentrate sul cooperative-learning e l’educazione tra pari, lo Schulwerk si è sempre basato sul concetto di gruppo. Quest'ultimo rappresenta infatti il luogo sicuro in cui confondermi se mi sento troppo esposto ma che, allo stesso tempo, mi esalta e mi carica spingendomi a fare cose che da solo non oserei mai. Il gruppo è la fonte primaria di ispirazione (anche per l’insegnante!) e lo specchio che mi rimanda la mia immagine.

  • Pluralità di linguaggi. Qualsiasi tema venga trattato, questo viene affrontato partendo da una grande varietà di punti di vista integrando costantemente vocalità, movimento, uso degli strumenti, strumenti grafici, ascolti, drammatizzazione, ecc. Questa pratica sposa perfettamente la teoria delle intelligenze multiple di Gardner: ogni bambino, sia che in lui predomini l’intelligenza musicale, logico-matematica, spaziale, linguistica e via dicendo, troverà la soluzione a lui più adatta nella molteplicità delle proposte. Allo stesso tempo rafforzerà eventuali debolezze.

  • La musica dal/del mondo. Essendo ormai entrati a pieno titolo anche nella musica colta occidentale, suoni e rumori che ci raggiungono dal mondo sonoro che ci circonda entrano regolarmente nella lezione di musica. Allo stesso tempo il bambino deve essere esposto alla più grande varietà possibile: la musica di qualunque angolo del mondo (world music) ha pari dignità e ci spinge a guardare con curiosità e apertura alla novità. 

  • Il ruolo dell’errore. L’errore non è mai motivo di imbarazzo. Anzi, è l’inaspettato che ci porta a ridere e spesso offre lo spunto per la variazione che rende la nostra opera originale, ancora più interessante e realmente frutto della nostra personale rielaborazione.

  • Fare musica insieme. La vera difficoltà non sta nel suonare o cantare insieme quanto nell’ascoltarsi reciprocamente. Finalità ultima è quella di sviluppare un ascolto attivo e orientato. Praticare musica d’insieme permette di entrare in contatto con se stessi mantenendo viva l’attenzione sull’altro.

  • Valore formativo della performance. Ha da sempre rivestito un ruolo importantissimo nell’economia della Schulwerk che le attribuisce una forte valenza formativa generando nell’alunno una importante spinta motivazionale. La performance ci riporta alle origini primordiali e sociali della musica: la comunità si riunisce per condividere emozioni e scambiarsi idee. 

 

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TESTO CONSIGLIATO IN ITALIANO:

Piazza G. (a cura di), L’Orff-Schulwerk in Italia. Storia, esperienze e riflessioniEDT, Torino 2010

 

LINK UTILI PER LA FORMAZIONE IN ITALIA:

 

www.orffitaliano.it

www.centrodidatticomusicale.it

www.simeos.it

 

 

LINK INTERNAZIONALI:

 

Orff Institut, Salzburg: www.orffinstitut.at

http://www.orff.de/en.html

 

CONTATTI

email, longovirginia@yahoo.it

mobile, +393206621013

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