Nel buio c'è... di Arianna Techel, illustrazioni di Francesca Quatraro - Sestante Edizioni.

 

Addormentarsi, lasciare la mamma e incontrare la notte, il silenzio, la solitudine... Una fiaba che, come una musica o l'abbraccio di una mamma, aiuta a tenere accesa una luce anche nel buio più minaccioso. Nel buio c’è…, grazie alla magia del suo fantastico mondo onirico, racconta attraverso sensazioni ed emozioni una straordinaria storia che da millenni continua a ripetersi in ogni angolo della Terra. I protagonisti sono ogni mamma e il bambino che questa inizialmente accoglie nel proprio grembo e che successivamente accudirà con amore. E’ la storia di un legame che comincia molti mesi prima della nascita del piccolo. Il compito le madri è quello di continuare a fare ciò che fanno da migliaia di anni coi loro piccoli: parlare, cantare, ninnare.

 

Cosa cantare al bambino? Molti genitori, erroneamente convinti di essere poco musicali e stonati, si pongono questa domanda, terrorizzati dall’idea di condizionare col proprio canto un equilibrato sviluppo musicale (e non solo!) del figlio. L’arrivo di un neonato e il desiderio da parte dell’adulto di offrirgli qualcosa di musicalmente adeguato testimonia da una parte la convinzione del genitore, spesso inconsapevoli, che la voce cantata rafforzi e consolidi quel legame affettivo che il neogenitore desidera instaurare col proprio figlio; dall’altra offre all’adulto la possibilità di riscoprire il proprio mondo musicale. In primo luogo regaliamo a nostro figlio le canzoni o i brani  musicali che più ci toccano nel profondo. In secondo luogo cerchiamo di recuperare dalla soffitta della memoria le ninnenanne, le filastrocche, le conte, i canti e i giochi motori che facevamo da bambini.

Tutto questo materiale musicale ha un valore inestimabile: si tratta, infatti, di un patrimonio, selezionato nel corso delle diverse generazioni e che, tramandato in genere oralmente, ha da sempre offerto al bambino l’opportunità di giocare e allo stesso tempo crescere in maniera equilibrata da un punto di vista linguistico, motorio, cognitivo e relazionale. Tale è l’importanza di questa modalità giocosa, grazie alla quale il bambino impara a relazionarsi con il proprio corpo, con gli altri e col mondo che lo circonda, che ovunque troviamo un repertorio popolare infantile.  

Ogni mamma e ogni papà devono sentirsi autorizzati a creare la propria musica: una filastrocca amata può trasformarsi in una canzone perfetta impiegando, ad esempio, la melodia di Giro giro tondo; la canzone del cantautore preferito può trasformarsi in un’ode al proprio bambino modificandone il testo. E’, infatti, la carica emotiva insita nella nenia o nella ninnananna a lui diretta che il bambino recepisce, non tanto il senso intrinseco delle parole che l’accompagnano. E’ la magia della musica che ricrea e rinforza quel contatto emozionale di cui abbiamo parlato sopra.

Nel buio c’è… ci offre proprio un esempio di buona pratica musicale nella relazione madre/figlio. Alla base della storia sta infatti l’adattamento che Arianna fece, ormai qualche anno fa, della celebre melodia popolare Vento sottile. Partendo da una melodia familiare ed amata Arianna ha ideato una personalissima ninnananna per la sua prima figlia. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il libro contiene una storia, tre interessanti saggi che riflettono sul ruolo della musica nella primissima infanzia, una proposta di attività musicale e una traccia video da guardare e ascoltare con il proprio bambino.

Musiche di Marco Cortinovis. Arrangiamento di Marco Cortinovis e Virginia Longo.
Interpreti: Laura Castro - flauto; Marta Labaa e Virginia Longo - violino; Leonardo Gatti - violoncello; Marco Cortinovis - organo; Matteo Corio - tamburo.
Registrazione audio effettuata il giorno 16 febbraio 2013 da Paolo Guerini di Classica dal Vivo presso l'Accademia Musicale S. Cecilia di Bergamo.

Video, Virginia Longo